Amore, ti lascio per ragioni economico-organizzative

Amensa: «Alla tv dicevano che la ricetta è quella di favorire i licenziamenti per favorire le assunzioni». «Oh no, ci risiamo, sei incredibile…». «È una trovata tedesca, così diceva la tv». «Ma dai, questa è peggio di quella volta che ti sei comprato la panca che scolpisce gli addominali senza sforzo». «No, quella volta mi hanno fregato! Questo invece è un metodo certificato da fior di professori». «Senti, devi smetterla di passare la notte a fare zapping tra le tv locali». «Ma era il Tg1 delle 20!». «E che ci faceva Vanna Marchi al Tg delle 20?! Ok: volevamo uno più onesto di Minzolini, ma si poteva trovare di meglio». «Ma no, era il ministro del Lavoro. Spiegava che se aumenti la flessibilità in uscita in pratica riduci quella in entrata». «E scommetto che funziona anche contro il malocchio». «Dici?». «Senti, non puoi prendere per buono tutto quello che dice la tv! Non le avrai mica dato il tuo numero di carta di credito?». «Ti dico che era convincente! Spiegava che non si tratta di cancellare l’art. 18: nessuno potrà licenziare per motivi discriminatori ma solo per ragioni economiche o organizzative». «Quindi il datore di lavoro sarà libero di licenziare chiunque purché abbia l’accortezza di dire che è per ragioni economiche o organizzative? Del resto, quando ci vogliamo liberare di qualcuno, non gli diciamo mai che è perché non ci va più a genio. Ci hai fatto caso? Troviamo sempre delle scuse: “Sono io che sto passando un brutto momento”, “Devo stare un po’ per conto mio”, “Non ti merito”… ma penso che quello che dirò la prossima volta è: “Non che non ti amo, è per ragioni economico-organizzative”». «Tu sei troppo malfidato». «Me lo hai detto anche quando tentavo di spiegarti che eleggere un miliardario non ci avrebbe fatto diventare più ricchi». «Hai ragione. Però faceva davvero ricrescere i capelli». «Sì, i suoi».

© Francesca Fornario

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