La notte di Halloween. Come?

Chiese aperte fino all’alba: ecco l’anti Halloween
I cattolici in campo nella Venezia dello “sballo”
di Cristiano (manco a farlo apposta) Gatti.

Questo l’articolo che mi ha ispirato una riflessione delle mie. Non che io sia solito leggere quotidiani “d’informazione” come Il Giornale, tuttavia Google News aveva tra le sue notizie aggregate proprio questa. Ho letto il pezzo originale con curiosità, lo ammetto, più che altro per l’idea del gruppo Nuovi Orizzonti, che è decisamente controcorrente.

In buona sostanza c’è scritto questo: un gruppo di volontari coordinati da un parroco, don Giacomo Pavanello, un giovane prete, allestisce stasera uno stand nella Laguna Veneta. L’obiettivo è creare un posto in cui

c’è anche la vita ritrovata, che non si può sbattere via, che va gustata a cervello acceso e animo libero, magari chiudendo la nottata con quattro chiacchiere vere, guardandosi negli occhi, prima di tornare a casa.

Idea ammirevole, personalmente la apprezzo molto. Raccontato il fatterello (potete leggere l’articolo di quel “giornale” per conoscere la cronaca), passiamo a quelli che sono i miei punti di vista.

L’impronta del buon Cristiano Gatti è ai livelli del sito di Pontifex, vedute non preistoriche, peggio. Demonizzare una festa come Halloween, importata da una cultura estremamente occidentale e occidentalizzante come quella americana, può essere, a seconda dei punti di vista, giusto o sbagliato; non voglio parlare di questo. I pezzi che più mi son piaciuti dell’articolo riguardano quello che, forse strumentalizzandolo a dovere e asservendolo al potere, Gatti chiama “marasma appecoronato”.

Rende perfettamente l’idea, bisogna riconoscerlo. Cito direttamente:

Prepariamoci: anche questa notte saremo circondati da un sacco di brava gente euforica e svalvolata, tendenzialmente ad altissima gradazione alcolica, senza chiedersi perché, senza alzare la testa, senza mai uscire dal branco.

Da applausi. E ancora:

C’è la solita vita notturna, spericolata e tossica, della festa a qualsiasi costo e a qualsiasi occasione.

Quanto di più vero. In questi frammenti, il “giornalista” ci ha azzeccato in pieno, purtroppo ha drammaticamente ragione.

Molti mi criticano perché io critico le feste – di ogni tipo. Il “mio” problema di fondo è proprio quello che denuncia il Gatti, non è tanto la festa in sé, quando l’uso delle feste. Ormai ci si è ridotti proprio a quella vita notturna per “fare i fighi”, nel caso migliore, fino ad arrivare a fare casino solo ed esclusivamente per non guardare in faccia i propri problemi (sociali, emotivi, personali che siano), con dignitoso coraggio e soprattutto con forza d’animo. Persone che non riesco proprio a sopportare, anzi a tollerare. Persone che non si sentono abbastanza, da sole, e preferiscono amalgamarsi ad altre 5, 10, 20 persone per sentirsi qualcuno, in realtà dei nessuno in un gruppo di persone da niente.

Discorsi pesanti, alla fine. Meglio andare a fare casino fuori.

Senza chiedersi perché, senza alzare la testa, senza mai uscire dal branco.


Post scriptum.

Questa sera, per la prima volta in 22 anni, sarò ad una “festa” di Halloween, chiaramente in maschera. Non ho mai gradito il travestitismo per queste occasioni – e, più in generale, il travestitismo in sé xD – però stasera accadrà che riporterò alla vita un personaggio nato per caso nel 2009, che riscosse molto successo. In anteprima assoluta vi presento Padre Cardux, in attesa delle immagini (migliori) che verranno immortalate durante il sabba la serata del 31 ottobre.

Buon Halloween!

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